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Editoriale |
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enna
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venerdì 02 ottobre 2009 |
(ristampa di un articolo del gennaio 2009 con ben 17 interessanti interventi che potete leggere in archivio)
Direte: ma l'amore non è un di più di fronte al rispetto?
No, certamente no! Anzi è un... di meno.
Facciamo un esempio
Giovanni è un malato terminale ed è stanco di inutili cure, vuole morire ponendo fine alla sua vita dolorosa. Michele invece lo vuole vivo perché lo ama e gli impedisce di realizzare il suo disegno di morire. In conseguenza non tiene conto della decisione che Giovanni ha preso in piena coscienza e convinzione. Perché, se lasciasse fare Giovanni – che secondo Michele non è padrone della sua vita e non può deciderne, poiché chi può e deve decidere è Chi glie la ha donata – teme che potendo mettere in atto la sua scelta (meditata e convinta) rimanga dannato in eterno e pertanto perso nella vita futura ultraterrena.
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Resistenti laici raccontano |
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vari
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giovedì 05 novembre 2009 |
"No" al crocifisso in classe
postato da enna
Nel silenzio dei media, i protestanti accolgono con favore la sentenza di Strasburgo
I commenti di valdesi, battisti, luterani, evangelicali
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Satira resistente |
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enna
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martedì 21 luglio 2009 |
da uno scrito di Paolo Dune.
Spargere le ceneri di un defunto o conservare l'urna in un luogo diverso dal cimitero può mettere a repentaglio la salvezza dell'anima. Così scrive il vescovo di Pitigliano, Sovana e Orbetello in una lettera ai parroci della diocesi del Grossetano. "La Chiesa permette la cremazione se tale scelta non mette in dubbio la fede nella resurrezione. |
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Sabina Guzzanti non sarà processata |
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Giulio C. Vallocchia
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sabato 20 settembre 2008 |
La decisione presa dal ministro Alfano viene spacciata per atto di magnanimità, ma il vero motivo è che un processo per l'immaginario vilipendio del papa avrebbe messo in evidenza mondiale il totale asservimento delle Istituzioni nazionali alla teocrazia dominante nel nostro paese.
Anche contro l'interesse delle stesse gerarchie cattoliche dal momento che, in caso di processo, il tema che sarebbe stato inevitabilmente associato alla figura del papa è quello dell'omosessualità.
Ricorderete che la Guzzanti ironizzò nel suo intervento a piazza Navona sui diavoli frocioni attivissimi che avrebbero tormentato il papa (una volta defunto) per l'eternità. Tema, quello dell'omosessualità, che va bene quando Ratzinger invoca la discriminazione dei gay, ma che è tabù se sfiora anche solo indirettamente la sua figura. Sul sito di NoGod.it avevamo già previsto sette giorni fa che l'incriminazione della Guzzanti si sarebbe sgonfiata.
Sabina Guzzanti a rischio galera per vilipendio del Papa Re. Nel corso del suo satirico intervento a Piazza Navona l'8 luglio immaginava che Ratzinger, una volta morto, sarebbe finito all'inferno dove diavoli frocioni attivissimi l'avrebbero tormentato per l'eternità. Insomma, per la Guzzanti i frocissimi erano i diavoli e non Ratzinger, quindi non si capisce dove sia il vilipendio. Salvo improbabile querela da parte dei diavoli. A meno che la Procura della Repubblica abbia interpretato per estensione la frase incriminata, intendendo che se i diavoli sono frocioni attivissimi la vittima dei loro tormenti debba essere necessariamente un frocione passivissimo.
In questo caso potrebbe sussistere l'ipotesi di vilipendio di Capo di Stato straniero, oltre che di Capo della religione cattolica. A parte gli scherzi dubitiamo fortemente che il Vaticano consentirà che si arrivi a un processo, dal momento che non possono permettere che l'ombra della frociaggine sfiori, seppure di striscio, l'augusta figura del pontefice.
Ma una domanda sorge spontanea: il magistrato che ha formulato l'ardita ipotesi di reato farà carriera come quelli che incriminarono Enzo Tortora?
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Ma perchè non processiamo invece il papa e tutti gli stregoni in gonnella che ogni giorno ci prendono per il culo,discriminano e istigano all'intolleranza?
Se si rischia di essere processati per un pò di ironia siamo davvero in un paese di merda.